Foto di paesaggi – 10 regole base

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Viaggiatori, turisti, esploratori. Chiunque ami il viaggio non può non desiderare di fare foto di paesaggi scoperti durante un’escursione o semplice gita. Non serve essere fotografi professionisti per fare foto di paesaggi assicurandosi degli scatti suggestivi e spettacolari. Fare foto di paesaggi è, senza dubbio, uno dei rami più interessanti, assieme alla ritrattistica e reportage, nel mondo della fotografia.

Una delle osservazioni che più frequentemente capita di ascoltare, soprattutto da parte dei fotoamatori, è quella di non riuscire a realizzare foto di paesaggi che trasmettano la meraviglia naturale che gli si presenta davanti.

Molto spesso capita di trovarsi dinanzi a paesaggi mozzafiato che la nostra fotocamera riesce a riprodurre solo in parte. Almeno inizialmente, questo può essere un grande problema se vuoi realizzare grandi foto paesaggistiche.

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Ecco dunque 5 regole base per realizzare foto di paesaggi

1) Scegli il soggetto giusto

Forse è un consiglio semplice ma è davvero fondamentale.L’ultimo consiglio può sembrare il più banale, ma non è così. La scelta del paesaggio è la base di partenza per ogni buono scatto.

Prenditi tempo per cercare il paesaggio perfetto, e quando l’hai trovato verifica le condizioni di luce, scegli su quale prospettiva lavorare, trova la posizione perfetta per te e la tua macchina fotografica.

È vero che scattare in digitale offre la possibilità di sbagliare infinite volte, e ricominciare. Ma non per questo ti devi accontentare di scatti mediocri!

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2) Non scattare in automatico

Sia le macchine fotografiche compatte che quelle più avanzate permettono di utilizzare modi di scatto automatici. Ti basterà cercare nel menù l’opzione “paesaggio” e la macchina sceglierà le impostazioni migliori.

Tieni presente, però, che tali impostazioni sono assolutamente standard, cioè buone un po’ per tutte le situazioni. Questo non ti consente di avere alcun controllo sui comandi e le tue foto di paesaggio saranno, sostanzialmente, quelle che ha deciso la macchina.

Questo può andare bene per la maggior parte delle situazioni ma naturalmente non per tutte. Se vuoi avere un controllo totale delle impostazioni, ti consiglio vivamente di utilizzare le modalità semiautomatiche o manuali.

L’uso di queste modalità permette di uscire dagli schemi preimpostati e di imparare davvero a scattare. Giocare con le ghiere della macchina permette di andare incontro all’inizio a molti errori ma poi di avere ben chiaro quali siano le regolazioni migliori per realizzare foto di paesaggi perfettamente bilanciate e che rendano al meglio ciò che vogliamo rappresentare.

3) La profondità di campo

Nelle foto di paesaggi (più che in qualunque altra situazione) la necessità nella maggior parte delle volte è quella di avere tutta la scena a fuoco.

Una foto di paesaggi può comprendere oggetti in primo piano insieme ad un orizzonte lontanissimo. Probabilmente nessuno dei due dovrà essere sfocato, ma avrai la necessità di avere tutto particolarmente nitido.

Come abbiamo visto prima, il controllo della macchina fotografica è fondamentale, non scattando in automatico abbiamo la possibilità di regolare tutto e controllare che gli scatti vengano nel modo giusto.

Per ottenere la massima nitidezza su tutta l’immagine ti occorrerà principalmente un’apertura di diaframma particolarmente ridotta. Valori di f/16 o f/22 vanno sicuramente bene. Al contrario andando a f inferiori al 5 cambia totalmente la nitidezza.

Per avere una totale precisione, andrebbe calcolato il valore della distanza iperfocale. La distanza iperfocale ti permette di sapere in quale punto preciso mettere a fuoco per avere, appunto, tutto a fuoco.

In realtà è un calcolo abbastanza complesso da fare ma su internet si possono trovare siti come questo in cui inserendo i parametri della macchina e dell’obiettivo, vengono fatti i calcoli con precisione.

Ma senza scendere così nel dettaglio, teniamo buono il primo consiglio, ossia di cercare di chiudere il più possibile il diaframma.

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4) Elimina il rumore

Il rumore è fastidio, e il fastidio non ci piace. Supponendo di voler realizzare foto di paesaggio durante il giorno, è plausibile pensare che non avrai bisogno di impiegare un valore di ISO alto, in quanto la luce disponibile sarà più che abbondante.

Quindi, per evitare di introdurre rumore nella fotografia, imposta l’ISO al valore più basso possibile, possibilmente 100 (dipende dal modello di macchina fotografica).

È anche vero, però, che utilizzando aperture di diaframma molto contenute, la quantità di luce che investe il sensore potrebbe calare drasticamente. Questo potrebbe essere vero soprattutto al tramonto, per esempio.

Non potendo aprire troppo il diaframma come abbiamo visto prima, sarai costretto ad alzare gli ISO oppure ad allungare i tempi. In quest’ultimo caso potrebbe esserti necessario un treppiedi, uno degli strumenti da mettere sempre in valigia!

Noi vi consigliamo questo: un treppiedi robusto che permette di realizzare foto ottimali in qualsiasi contesto. Vi suggeriamo un bel Manfrotto come questo

5) La luce è la chiave

Accumulando esperienza nella fotografia, ti accorgerai di quanto peso abbia la qualità della luce nelle tue fotografie.

Lo stesso identico soggetto, inquadrato dalla stessa identica posizione, può portare a una foto eccezionale o a una foto da dimenticare, semplicemente in base alla qualità della luce che lo colpisce.

Un discorso dettagliato sulla luce prenderebbe molto più spazio di un singolo post su un blog. Se non hai ancora conoscenze approfondite sulla luce in fotografia, abituati almeno a valutare se la scena che stai per fotografare ha effettivamente una luce che ti piace.

Per esempio, la luce a picco a mezzogiorno può essere molto complessa da gestire, soprattutto nelle foto di paesaggio. Le ombre sono molto dure e la luce molto forte, quindi potresti avere seri problemi nel trovare il giusto compromesso di esposizione.

Se incontri questo tipo di difficoltà, lascia stare e prova a tornare in un altro momento della giornata, magari vicino al tramonto o all’alba

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6) Scegli l’obiettivo corretto

Avere un obiettivo nella vita è importante, soprattutto in fotografia! Battute a parte, scopriamo l’obiettivo corretto per fare foto di paesaggi.

Tradizionalmente, per ovvi motivi, le lunghezze focali più indicate nella foto di paesaggi sono quelle corte. Un ottimo valore di lunghezza focale può essere 18 mm, ma anche le lunghezze focali vicine sono adeguate allo scopo.

Il motivo principale per prediligere queste lunghezze focali è che esse hanno un campo visivo molto superiore a quello umano e quindi permettono di includere nell’inquadratura spazi molto più ampi. Inoltre, amplificano l’effetto prospettico aumentando la percezione di essere “attratti” nella fotografia.

Noi ti consigliamo un obiettivo grandangolare fisso: più luminoso è, meglio è. Noi ad oggi scattiamo con il 24-120 nikon (lo trovate qui) ma prossimamente vorremmo spingerci su grandangoli più spinti come il 14 mm Samyang che ha un prezzo ottimale ed è davvero ottimo!

Ma non sempre il grandangolo è la soluzione giusta! Infatti si possono ottenere grandi risultati anche utilizzando un teleobiettivo.

Il teleobiettivo ha la peculiarità di “comprimere” il piano visivo. Questa caratteristica ti permetterà, per esempio, di far apparire vicini elementi che ti aspetteresti molto più distanti, come una barca lontana, oppure il sole o qualunque altro soggetto.

Questo donerà grande originalità alle tue foto di paesaggi e ti permetterà di differenziarti dai classici soggetti.

Attenzione però: per ottenere scatti efficaci con un teleobiettivo occorre molta dimestichezza. Ti consiglio, inizialmente, di preferire spazi molto aperti, come per esempio una spiaggia o un’ampia vallata. Negli spazi molto aperti ti risulterà più semplice sperimentare.

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7) La composizione

Ne abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO quindi non ci dilungheremo a lungo, ma la composizione fotografica è sicuramente fondamentale per realizzare foto di paesaggi che siano suggestive, attraenti e non banali. Ricordati quindi di pensare agli elementi di cui abbiamo parlato per fare foto che rispettino una corretta composizione fotografica.

Ricordati però:

  • Regola dei terzi
  • Orizzonti e simmetrie
  • Contrasti
  • Le linee
  • Il movimento
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8) L’orizzonte

Specialmente nelle foto di paesaggi, un orizzonte storto può disturbare parecchio. Bastano anche pochi gradi d’angolo.

Molte volte capita di non accorgersi, in fase di scatto, che l’orizzonte sia realmente storto. Se hai spesso questo problema, sappi che molti modelli di fotocamera permettono di attivare una sorta di “livella elettronica”, visualizzabile già nel mirino.

Se la tua fotocamera è di un livello più base, invece, sicuramente permetterà di attivare almeno la “griglia dei terzi” (utilissima anche nella composizione, di cui abbiamo parlato prima ). Le linee orizzontali saranno un ottimo punto di riferimento per evitare pendenze sgradite.

Comunque sia, non esiste orizzonte talmente storto da non poter essere corretto, successivamente, con un semplice programma di fotoritocco.

9) Bilanciare il bianco

È possibile, anzi è altamente probabile, che nel paesaggio che hai scelto di immortalare siano presenti luci diverse tra loro. Questo può causare un disturbo nei colori e dominanti della foto, disturbo a cui ogni buona macchina fotografica cerca di porre rimedio ricorrendo al bilanciamento del bianco.

Si tratta di un’operazione automatica, che a grandi linee si comporta molto bene, ma per ottenere un risultato davvero impeccabile ti consiglio di occupartene personalmente, con la modalità manuale. Infatti in certe condizioni di luce “anomala”, tipo la luce del tramonto, le fotocamera vanno in crisi e ti sballano completamente il bilanciamento dei colori.

Invece di usare la modalità di bilanciamento del bianco automatico, prova ad impostare la modalità ombra o cielo nuvoloso quando fai una fotografia di paesaggi. La foto tenderà ad avere una dominante “calda”, ma questo effetto è generalmente apprezzato di più dall’osservatore rispetto ad una foto troppo “fredda”.

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10) Dedicati alla postproduzione

Se ancora non lo sai, dovresti imparare che la postproduzione fa parte integrante del processo fotografico. In soldoni, una buona postproduzione è assolutamente necessaria per ottenere il massimo dai tuoi scatti. Per fare questo, innanzitutto si deve scattare in RAW. Solo così puoi si può ottenere il massimo controllo sui file.

Non occorrono software costosi per ottenere una buona postproduzione di base. Spesso è sufficiente il software a corredo della fotocamera, fornito dal produttore.

Se, invece, si vuole alzare il livello della tua postrproduzione, Lightroom può essere considerato il software del fotografo per eccellenza. Come tutti i software potenti, però, occorre del tempo e molta pratica per impararlo a dovere.

Detto questo, però, è importante ricordare sempre la regola d’orola miglior postproduzione è quella che non si vede. Quindi occhio a non esagerare o a stravolgere i gli scatti. Alcune foto di paesaggi che si vedono sul web e sui social, ritoccate all’estremo, non possono essere considerabili come belle da vedere.

CONCLUSIONI

Come sempre in fotografia, questi sono consigli molto utili ma non sono delle leggi assolute.

Se seguirai questi consigli, però, potresti aumentare le tue probabilità di ottenere foto di paesaggi sempre migliori.

Una volta acquisita la tecnica e presa padronanza di qualche stratagemma, potresti accorgerti di dover “disobbedire” a queste leggi per ottenere scatti ancora più efficaci.

Sii consapevole, però, che inizialmente potresti non ottenere grandi risultati. Ciò è assolutamente normale e non deve sconfortarti. L’unico modo per migliorare fotograficamente (e non solo) è quello di provare e riprovare.

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